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GOLE DELL’ALCANTARA: UN PATRIMONIO INESTIMABILE

La Sicilia da sempre ha riservato ai suo visitatori panorami da togliere il fiato e scorci che non si dimenticano facilmente, tra questi troviamo sicuramente quello delle Gole dell’Alcantara.

Prima di lasciare la Sicilia e riprendere il viaggio in direzione di Napoli, Goethe dirà della nostra isola: “L’Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. […] La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra. […] Chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita.

GOETHE

Goethe  fu uno scrittore, poeta e drammaturgo tedesco che nel 1786 intraprese il suo primo viaggio in esplorazione dell’Italia, dove si trattenne per circa un anno e mezzo.

Da questa avventura nacque Viaggio in Italia, un’opera che Goethe scrisse tra il 1813 e il 1817 e che pubblicò in due volumi. Questi contengono il resoconto del suo Grand Tour dal nord al sud del Paese.

Dopo aver visitato Castro Giovanni (Enna) con il suo Fiume Salso, Goethe si accingerà ad attraversare un lungo percorso in groppa al suo cavallo per arrivare a Catania e rimanerci dal 3 al 5 maggio 1787. Qui Goethe frequenterà la nobiltà locale del Palazzo Biscari e conoscerà il Cavalier Gioeni.

Viaggiatori, chiunque voi siate, guardatevi bene a Catania dalla locanda al Leone d’Oro! È peggio che cadere contemporaneamente nelle grinfie di ciclopi, sirene e scille.”

In memoria del suo soggiorno a Catania è stata affissa una targa in via San Martino, in una traversa di via Garibaldi.

Sette mesi dopo la morte del principe Ignazio, Goethe farà visita al Palazzo Biscari ed incontrerà per la prima volta gli altolocati della città. “L’abate, che era venuto a salutarci ier sera, si è presentato stamane per tempo e ci ha condotti a palazzo Biscari, edificio ad un sol piano sopra un basamento elevato; e qui abbiam visitato il museo, che raccoglie statue di marmo e di bronzo, vasi e simili antichità d’ogni specie.”

L’ETNA

La seconda tappa di Goethe sarà l’Etna con i suoi Monti Rossi. Per l’occasione incontrerà il Cavalier Gioeni che gli darà moltissimi suggerimenti per poter salire sull’Etna: “Se volete seguire il mio consiglio, andate domani ben presto a cavallo fino ai piedi del Monte Rosso. Salite su quell’altura! Avrete da lassù la vista più magnifica e potrete osservare allo stesso tempo la lava che nel 1669 si è purtroppo riversata da lì sulla città. La vista è magnifica e chiara; il resto, meglio farselo raccontare.

A causa di condizioni meteorologiche avverse, Goethe non riuscirà a raggiungere la vetta del vulcano, tanto ambita dallo scrittore.

Le “rocce di Jaci” furono una tappa del Grand Tour di Goethe a CataniaAci Castello, con le sue leggende e con la sua storia fatta di continui terremoti, eruzioni e guerre, riuscirà a trasmettere al letterato tedesco un profondo senso di malinconia.

Abbiamo visto i resti di serbatoi d’acqua, di una naumachia e di altre rovine simili che comunque, date le ripetute distruzioni della città per via della lava, di terremoti e di guerre, stanno sotto alle macerie e sono talmente sprofondate che soltanto un conoscitore erudito delle antichità architettoniche può provarne piacere ed insegnamento.

Ma questa terra così aspra ed affascinante, tormentata nei secoli da terremoti ed eruzioni vulcaniche mostrò la sua calorosa accoglienza anche ad altri personaggi illustri che predilessero Taormina, come Wilhelm von Gloeden un nobile tedesco famoso per la sua passione per la fotografia, immortalò dei nudi maschili che fecero la storia e lo scandalo di una Taormina del 1880.

LE GOLE DELL’ALCANTARA

Proprio tra questi scenari descritti che accolsero filosofi ed artisti da tutto il mondo si trova uno dei paesaggi più affascinanti che esistano: le Gole dell’Alcantara. Una zona davvero incantevole che si fa spazio tra i comuni di Castiglione di Sicilia e Motta Camastra, nell’omonimo parco fluviale. Le gole sono veri e propri canyon che, a differenza di quanto si possa pensare, non sono state create dal fiume Alcantara, che vi scorre attraverso, ma originate da fenomeni di raffreddamento di antichissime colate laviche.

Le Gole si estendono per oltre 1900 ettari e attraversano un paesaggio che alterna rocce a vegetazione rigogliosa e selvaggia.

La loro altezza arriva a superare persino i 20 metri, con una larghezza che va dai 2 ai 5 metri. Sono strette, lunghissime e altissime: davvero particolari nella forma. La più imponente senza dubbio si trova a Motta Camastra, un piccolo comune incastonato nella roccia, vicino a Messina, che sovrasta una Gola lunga ben 6 km.

I SENTIERI

I percorsi sono davvero diversi: si può scegliere tra una visita alle piccole Gole, il sentiero del Castello di Calatabiano o quello che porta a Castiglione di Sicilia, il sentiero che costeggia le rive dell’Alcantara, il sentiero Gole di Larderia e quello Montagna Grande

Gli amanti degli sport e dell’avventura, si potranno dilettare in diverse attività, come il canyoning, ovvero discese con funi e caschetto all’interno del canyon; oppure attraversare il parco con il quad o, ancora, provare il body rafting. È possibile inoltre praticare trekking immersi nelle acque del fiume per osservare da vicino le formazioni laviche.

D’estate, poi, chi abita in zona non rinuncia ad un bagno nel fiume che è uno dei più importanti corsi d’acqua della Sicilia. Visto che l’acqua qui non è molto alta, molti amano addentrarsi anche tra le Gole, all’interno dei canyon per vivere un’esperienza unica d’immersione totale nella natura.

IL CINEMA

La bellezza che riservano non ha lasciato in passato insensibile il cinema che per la loro innegabile suggestione, sono state usate come parziali location per varie produzioni cinematografiche, come per esempio L’arcidiavolo (1966) di Ettore ScolaI paladini: storia d’armi e d’amori (1983) di Giacomo Battiato e Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone.

LA LEGGENDA

Come spesso accade per ogni posto suggestivo presente in Sicilia, una leggenda racconta la nascita di uno spettacolare luogo come quello delle Gole dell’Alcantara . Si narra che le spettacolari Gole siano, in realtà un’opera dell’ira degli Dei.

A scatenare cotanto rancore è stato il comportamento scorretto di un contadino nei confronti del fratello, non vedente, al quale sottraeva parte del raccolto capovolgendo il recipiente con cui prendeva il grano. Al termine del raccolto, dunque, quel fratello poco onesto disponeva di abbondanti quantità di grano, mentre l’altro doveva accontentarsi di una piccola quantità dello stesso.

La slealtà nei confronti di chi non aveva strumenti per difendersi mandò su tutte le furie gli Dei, che scagliarono contro il contadino una saetta che lo uccise. La saetta, inoltre, trasformò il suo cumulo di grano in una montagna di terra bruna che cominciò ad eruttare una enorme quantità di lava che ricoprì l’intera valle. A questo punto, mito e realtà si incontrano.

La spiegazione mitologica della formazione della Valle dell’Alcantara sembra, infatti, presentare delle somiglianze con un episodio geologico realmente accaduto nel III millennio a.C..

Si è trattato dell’eruzione del piccolo cono del monte Mojo, un antichissimo vulcano situato tra l’Etna e i Monti Peloritani, che provocò una imponente colata lavica che si spinse verso il mare attraversando la valle.

Quando le pietre erano ancora incandescenti, un fenomeno sismico in concomitanza con l’eruzione ne modellò le forme. Il terremoto provocò una profonda e strettissima spaccatura sul terreno, nella quale si insinuarono le poderose acque del fiume Alcantara. Queste scavarono ulteriormente le pareti del canyon e plasmarono così le rocce, generando le spettacolari Gole.

LA RICCHEZZA DELLA VALLE DEL FIUME ALCANTARA

Il mondo è pieno di luoghi suggestivi dove la natura propone diversi mix che lasciano senza fiato, le Gole dell’Alcantara si sono contraddistinte per questo grazie a un’enorme varietà di forze naturali che si sono combinate tra esse. L’esplosione dei vulcani, l’azione erosiva del fiume, gli sbalzi termici nei secoli hanno permesso al territorio di strutturarsi in maniera tale che chiunque lo visiti ne resta indiscutibilmente estasiato.

Risultano evidenti i particolari prismi basaltici, che si estendono per un tratto di circa 400 metri, stretto pochi metri e con pareti alte fino a 50 metri.
Nel tempo, numerosi artisti si sono cimentati nel tentativo di descrivere, riprodurre, fissare le immagini di uno scenario naturale unico, che nel 2010 ha ottenuto il riconoscimento europeo di Destinazione Europea di Eccellenza (EDEN).

IL TERRENO

Ma a rapire non sono solo le magnifiche architetture naturali, ma anche tutto ciò che riesce a svilupparsi in questo magnifico posto. Da prima che l’avvento dei fertilizzanti chimici facessero il loro ingresso nel mondo dell’agricoltura, molto inquinanti e difficili da smaltire, l’uomo si è sempre ingegnato con ciò che la natura offriva per rendere le proprie colture abbondanti e di qualità.

Dalla cenere del legno allo sterco degli animali il terreno riusciva a trarre giovamento, ma chi è nato a ridosso dei vulcani ha potuto sperimentare l’enorme capacità fertilizzante delle ceneri prodotte dalle eruzioni.

La cenere vulcanica contiene concentrazioni di minerali molto elevate e, se miscelata con il suolo molte sostanze nutritive come fosfati, nitrati, potassio e calcio (tra gli altri) riescono a generarsi e ad essere necessari per la crescita sana delle piante. I terreni conosciuti come vulcanici sono di solito a base di basalto.

I suoli a base di basalti sono più ricchi di nutrienti rispetto a qualsiasi altro tipo di suolo, ma la fertilità varia a seconda dell’entità degli agenti atmosferici, della pendenza, dell’aspetto, del drenaggio e della storia della radura e dell’uso del suolo.

I basalti sono ricchi di minerali facilmente alterati, in particolare ferro, calcio, magnesio e fosforo. Inoltre hanno un alto contenuto di argilla ma sono sostanzialmente privi di minerali resistenti come il quarzo. Quando la pioggia cade sul suolo vulcanico, dissolve alcuni di questi elementi e li rende disponibili alle piante, che trovano inevitabilmente un’enorme nutrimento per crescere meglio.

BIODIVERSITÀ

In un territorio, per l’appunto vulcanico come quello delle Gole dell’Alcantara la natura esplode letteralmente durante tutto l’anno ed in primavera ne trova il suo massimo splendore.

Per l’appunto le rive del fiume sono un continuo di fioriture di violapapaveroanemonemirtorosa caninaterebintooleandro e varie specie di orchidee. Gli agrumi, fichi d’india e altre piante da frutto esprimono al massimo la loro maestosità e generosità, fino ad arrivare al re indiscusso di questi posti: l’ulivo.

L’OLIO DELLA VALLE DELL’ALCANTARA

Da ormai molti anni ognuno di noi fa una scelta oculata in ciò che compra e serve in tavola, siamo attenti all’etichetta, al prezzo, alla provenienza di ogni prodotto per garantirci sempre un prodotto fresco, buono e sano.

Tendiamo il più possibile ed avere il prodotto finito a kilometro 0. Infatti da un ecosistema denso di ricchezza come la Valle dell’Alcantara nasce un olio extravergine dal sapore intenso e leggermente fruttato:  l’olio extravergine di oliva BeO di Tholos.

L’olio EVO BeO si presenta con un colore dorato verde, con una punta di piccante, persistente al palato ma delicato sui cibi, dei quali ne esalta i sapori. Un olio che racchiude in se i sapori, gli aromi e le qualità benefiche derivate da uno territorio sano, fertile, incontaminato come quello delle GOLE DELL’ALCANTARA.

La Sicilia da sempre ha riservato ai suo visitatori panorami da togliere il fiato e scorci che non si dimenticano facilmente, tra questi troviamo sicuramente quello delle Gole dell’Alcantara.

Prima di lasciare la Sicilia e riprendere il viaggio in direzione di Napoli, Goethe dirà della nostra isola: “L’Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. […] La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra. […] Chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita.

GOETHE

Goethe  fu uno scrittore, poeta e drammaturgo tedesco che nel 1786 intraprese il suo primo viaggio in esplorazione dell’Italia, dove si trattenne per circa un anno e mezzo.

Da questa avventura nacque Viaggio in Italia, un’opera che Goethe scrisse tra il 1813 e il 1817 e che pubblicò in due volumi. Questi contengono il resoconto del suo Grand Tour dal nord al sud del Paese.

Dopo aver visitato Castro Giovanni (Enna) con il suo Fiume Salso, Goethe si accingerà ad attraversare un lungo percorso in groppa al suo cavallo per arrivare a Catania e rimanerci dal 3 al 5 maggio 1787. Qui Goethe frequenterà la nobiltà locale del Palazzo Biscari e conoscerà il Cavalier Gioeni.

Viaggiatori, chiunque voi siate, guardatevi bene a Catania dalla locanda al Leone d’Oro! È peggio che cadere contemporaneamente nelle grinfie di ciclopi, sirene e scille.”

In memoria del suo soggiorno a Catania è stata affissa una targa in via San Martino, in una traversa di via Garibaldi.

Sette mesi dopo la morte del principe Ignazio, Goethe farà visita al Palazzo Biscari ed incontrerà per la prima volta gli altolocati della città. “L’abate, che era venuto a salutarci ier sera, si è presentato stamane per tempo e ci ha condotti a palazzo Biscari, edificio ad un sol piano sopra un basamento elevato; e qui abbiam visitato il museo, che raccoglie statue di marmo e di bronzo, vasi e simili antichità d’ogni specie.”

L’ETNA

La seconda tappa di Goethe sarà l’Etna con i suoi Monti Rossi. Per l’occasione incontrerà il Cavalier Gioeni che gli darà moltissimi suggerimenti per poter salire sull’Etna: “Se volete seguire il mio consiglio, andate domani ben presto a cavallo fino ai piedi del Monte Rosso. Salite su quell’altura! Avrete da lassù la vista più magnifica e potrete osservare allo stesso tempo la lava che nel 1669 si è purtroppo riversata da lì sulla città. La vista è magnifica e chiara; il resto, meglio farselo raccontare.

A causa di condizioni meteorologiche avverse, Goethe non riuscirà a raggiungere la vetta del vulcano, tanto ambita dallo scrittore.

Le “rocce di Jaci” furono una tappa del Grand Tour di Goethe a CataniaAci Castello, con le sue leggende e con la sua storia fatta di continui terremoti, eruzioni e guerre, riuscirà a trasmettere al letterato tedesco un profondo senso di malinconia.

Abbiamo visto i resti di serbatoi d’acqua, di una naumachia e di altre rovine simili che comunque, date le ripetute distruzioni della città per via della lava, di terremoti e di guerre, stanno sotto alle macerie e sono talmente sprofondate che soltanto un conoscitore erudito delle antichità architettoniche può provarne piacere ed insegnamento.

Ma questa terra così aspra ed affascinante, tormentata nei secoli da terremoti ed eruzioni vulcaniche mostrò la sua calorosa accoglienza anche ad altri personaggi illustri che predilessero Taormina, come Wilhelm von Gloeden un nobile tedesco famoso per la sua passione per la fotografia, immortalò dei nudi maschili che fecero la storia e lo scandalo di una Taormina del 1880.

LE GOLE DELL’ALCANTARA

Proprio tra questi scenari descritti che accolsero filosofi ed artisti da tutto il mondo si trova uno dei paesaggi più affascinanti che esistano: le Gole dell’Alcantara. Una zona davvero incantevole che si fa spazio tra i comuni di Castiglione di Sicilia e Motta Camastra, nell’omonimo parco fluviale. Le gole sono veri e propri canyon che, a differenza di quanto si possa pensare, non sono state create dal fiume Alcantara, che vi scorre attraverso, ma originate da fenomeni di raffreddamento di antichissime colate laviche.

Le Gole si estendono per oltre 1900 ettari e attraversano un paesaggio che alterna rocce a vegetazione rigogliosa e selvaggia.

La loro altezza arriva a superare persino i 20 metri, con una larghezza che va dai 2 ai 5 metri. Sono strette, lunghissime e altissime: davvero particolari nella forma. La più imponente senza dubbio si trova a Motta Camastra, un piccolo comune incastonato nella roccia, vicino a Messina, che sovrasta una Gola lunga ben 6 km.

I SENTIERI

I percorsi sono davvero diversi: si può scegliere tra una visita alle piccole Gole, il sentiero del Castello di Calatabiano o quello che porta a Castiglione di Sicilia, il sentiero che costeggia le rive dell’Alcantara, il sentiero Gole di Larderia e quello Montagna Grande

Gli amanti degli sport e dell’avventura, si potranno dilettare in diverse attività, come il canyoning, ovvero discese con funi e caschetto all’interno del canyon; oppure attraversare il parco con il quad o, ancora, provare il body rafting. È possibile inoltre praticare trekking immersi nelle acque del fiume per osservare da vicino le formazioni laviche.

D’estate, poi, chi abita in zona non rinuncia ad un bagno nel fiume che è uno dei più importanti corsi d’acqua della Sicilia. Visto che l’acqua qui non è molto alta, molti amano addentrarsi anche tra le Gole, all’interno dei canyon per vivere un’esperienza unica d’immersione totale nella natura.

IL CINEMA

La bellezza che riservano non ha lasciato in passato insensibile il cinema che per la loro innegabile suggestione, sono state usate come parziali location per varie produzioni cinematografiche, come per esempio L’arcidiavolo (1966) di Ettore ScolaI paladini: storia d’armi e d’amori (1983) di Giacomo Battiato e Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone.

LA LEGGENDA

Come spesso accade per ogni posto suggestivo presente in Sicilia, una leggenda racconta la nascita di uno spettacolare luogo come quello delle Gole dell’Alcantara . Si narra che le spettacolari Gole siano, in realtà un’opera dell’ira degli Dei.

A scatenare cotanto rancore è stato il comportamento scorretto di un contadino nei confronti del fratello, non vedente, al quale sottraeva parte del raccolto capovolgendo il recipiente con cui prendeva il grano. Al termine del raccolto, dunque, quel fratello poco onesto disponeva di abbondanti quantità di grano, mentre l’altro doveva accontentarsi di una piccola quantità dello stesso.

La slealtà nei confronti di chi non aveva strumenti per difendersi mandò su tutte le furie gli Dei, che scagliarono contro il contadino una saetta che lo uccise. La saetta, inoltre, trasformò il suo cumulo di grano in una montagna di terra bruna che cominciò ad eruttare una enorme quantità di lava che ricoprì l’intera valle. A questo punto, mito e realtà si incontrano.

La spiegazione mitologica della formazione della Valle dell’Alcantara sembra, infatti, presentare delle somiglianze con un episodio geologico realmente accaduto nel III millennio a.C..

Si è trattato dell’eruzione del piccolo cono del monte Mojo, un antichissimo vulcano situato tra l’Etna e i Monti Peloritani, che provocò una imponente colata lavica che si spinse verso il mare attraversando la valle.

Quando le pietre erano ancora incandescenti, un fenomeno sismico in concomitanza con l’eruzione ne modellò le forme. Il terremoto provocò una profonda e strettissima spaccatura sul terreno, nella quale si insinuarono le poderose acque del fiume Alcantara. Queste scavarono ulteriormente le pareti del canyon e plasmarono così le rocce, generando le spettacolari Gole.

LA RICCHEZZA DELLA VALLE DEL FIUME ALCANTARA

Il mondo è pieno di luoghi suggestivi dove la natura propone diversi mix che lasciano senza fiato, le Gole dell’Alcantara si sono contraddistinte per questo grazie a un’enorme varietà di forze naturali che si sono combinate tra esse. L’esplosione dei vulcani, l’azione erosiva del fiume, gli sbalzi termici nei secoli hanno permesso al territorio di strutturarsi in maniera tale che chiunque lo visiti ne resta indiscutibilmente estasiato.

Risultano evidenti i particolari prismi basaltici, che si estendono per un tratto di circa 400 metri, stretto pochi metri e con pareti alte fino a 50 metri.
Nel tempo, numerosi artisti si sono cimentati nel tentativo di descrivere, riprodurre, fissare le immagini di uno scenario naturale unico, che nel 2010 ha ottenuto il riconoscimento europeo di Destinazione Europea di Eccellenza (EDEN).

IL TERRENO

Ma a rapire non sono solo le magnifiche architetture naturali, ma anche tutto ciò che riesce a svilupparsi in questo magnifico posto. Da prima che l’avvento dei fertilizzanti chimici facessero il loro ingresso nel mondo dell’agricoltura, molto inquinanti e difficili da smaltire, l’uomo si è sempre ingegnato con ciò che la natura offriva per rendere le proprie colture abbondanti e di qualità.

Dalla cenere del legno allo sterco degli animali il terreno riusciva a trarre giovamento, ma chi è nato a ridosso dei vulcani ha potuto sperimentare l’enorme capacità fertilizzante delle ceneri prodotte dalle eruzioni.

La cenere vulcanica contiene concentrazioni di minerali molto elevate e, se miscelata con il suolo molte sostanze nutritive come fosfati, nitrati, potassio e calcio (tra gli altri) riescono a generarsi e ad essere necessari per la crescita sana delle piante. I terreni conosciuti come vulcanici sono di solito a base di basalto.

I suoli a base di basalti sono più ricchi di nutrienti rispetto a qualsiasi altro tipo di suolo, ma la fertilità varia a seconda dell’entità degli agenti atmosferici, della pendenza, dell’aspetto, del drenaggio e della storia della radura e dell’uso del suolo.

I basalti sono ricchi di minerali facilmente alterati, in particolare ferro, calcio, magnesio e fosforo. Inoltre hanno un alto contenuto di argilla ma sono sostanzialmente privi di minerali resistenti come il quarzo. Quando la pioggia cade sul suolo vulcanico, dissolve alcuni di questi elementi e li rende disponibili alle piante, che trovano inevitabilmente un’enorme nutrimento per crescere meglio.

BIODIVERSITÀ

In un territorio, per l’appunto vulcanico come quello delle Gole dell’Alcantara la natura esplode letteralmente durante tutto l’anno ed in primavera ne trova il suo massimo splendore.

Per l’appunto le rive del fiume sono un continuo di fioriture di violapapaveroanemonemirtorosa caninaterebintooleandro e varie specie di orchidee. Gli agrumi, fichi d’india e altre piante da frutto esprimono al massimo la loro maestosità e generosità, fino ad arrivare al re indiscusso di questi posti: l’ulivo.

L’OLIO DELLA VALLE DELL’ALCANTARA

Da ormai molti anni ognuno di noi fa una scelta oculata in ciò che compra e serve in tavola, siamo attenti all’etichetta, al prezzo, alla provenienza di ogni prodotto per garantirci sempre un prodotto fresco, buono e sano.

Tendiamo il più possibile ed avere il prodotto finito a kilometro 0. Infatti da un ecosistema denso di ricchezza come la Valle dell’Alcantara nasce un olio extravergine dal sapore intenso e leggermente fruttato: l’olio extravergine di oliva BeO di Tholos.

L’olio EVO BeO si presenta con un colore dorato verde, con una punta di piccante, persistente al palato ma delicato sui cibi, dei quali ne esalta i sapori. Un olio che racchiude in se i sapori, gli aromi e le qualità benefiche derivate da uno territorio sano, fertile, incontaminato come quello delle GOLE DELL’ALCANTARA.